Girando per le strade di entroterra e costa pesarese, infatti, noto che molte strade sono ancora malamente percorribili.
Ricevo notizie di famiglie ancora isolate o di abitazioni difficilmente raggiungibili con la propria auto.
Voglio però evidenziare come tutti si siano attivati per far fronte ai disagi che sta creandoi l’abbondante quanto eccezionale neve caduta.
Riconosco, da cittadino, il merito agli amministratori locali, di essersi prestati anche personalmente impegnandosi sul campo in prima persona, ed anche alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco, che sono prontamente intervenuti anche con uomini e mezzi provenienti dal Nord Italia, dimostrando una grande solidarietà umana.
Ancora però l’emergenza non è finita. Il mio pensiero, i miei timori, vanno a tutte quelle persone che ancor oggi sono isolate o hanno dei disagi ancora grandi, quali le persone indifese, anziane, malate. Ma anche a coloro, padri di famiglia, indigenti, e tutti quelli che necessitano dello stipendio quotidianamente, persone che nel giro di un attimo si sono trovate senza lavoro perché il capannone dove appunto lavoravano è crollato sotto il peso della neve.E sono tanti nella provincia di Pesaro e Urbino, come se non bastasse la crisi economica.
Sono preoccupato, anche per quegli imprenditori, agricoli, industriali, artigiani, che hanno investito una vita in “quel” capannone e in “quella” forza lavoro. In alcuni casi si tratta di piccole imprese, dove i dipendenti sono come dei familiari ed allora il datore di lavoro si sente come un padre per loro e si trova a dover affrontare un peso maggiore, quello cioè di non poter più dare lavoro, almeno per ora, a quelle persone, oltre, naturalmente, per la perdita, o comunque per le spese e i disagi che dovrà affrontare per ricostruire o ristrutturare il proprio capannone.
Si tratta di una vera e propria calamità naturale per la quale la provincia e la regione marche hanno prontamente chiesto lo stato di calamità per ottenere aiuti a risolvere tutte queste situazioni.
Credo che sia doveroso da parte dello Stato e della comunità europea di intervenire con aiuti anche economici perché altrimenti non avrebbe alcun senso appartenere ad una comunità che chiede sacrifici ai suoi membri, ma poi non li aiuta nelle emergenze.
Segnalo a tutti coloro che hanno subito danni strutturali ai fabbricati, che scade il 20 febbraio il termine per presentare al comune di competenza la richiesta di riconoscimento di danni per calamità naturale. Per reperire il modello da compilare e riconsegnare, bisogna rivolgersi all'ufficio tecnico del comune.
Fabio Remedia


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