“Nobilissimo fu detto dal Busching, in pregio non era inferiore che al Palazzo del Duca in tutto lo Stato di Urbino”.
Si parla del palazzo dei Brancaleoni a Piobbico. Veramente una costruzione imponente a forma di parallelepipedo di più di cento metri per oltre quaranta, con due cortili, bellissime logge e perfino un ingresso a forma di arco di trionfo. Ricco di affreschi di pittori famosi e stucchi del Brandano, camini, capitelli e architravi scolpiti. Lo Stato, che ora ne è proprietario vi ha profuso somme enormi per riportarlo all'antico splendore. Dentro vi è stato creato un interessante museo e vi sono state depositate collezioni di oggetti, abiti e gioielli appartenuti alla famiglia Brancaleoni.
Insomma un complesso da visitare e chiunque lo abbia visitato ne è rimasto entusiasta. Visitarlo è facile perché rispetta gli orari di tutti i musei. Facile per chi è giovane e in buona salute perché per salire al piano museale non ci sono ascensori. Cioè durante il restauro sono stati installati ben due ascensori, ma questi non funzionano e sono sempre fermi. Anzi, uno non è stato mai collaudato e l'altro ora per un motivo ora per un altro, è sempre inusabile. Allo stato attuale sono mesi e mesi che è sigillato. Chi è giovane e forte si fa due belle rampe dello scalone, chi non è più giovanissimo arranca e dopo parecchie fermate raggiunge il museo, ma chi è handicappato? Chi cammina col bastone o le canadesi? E quei poveracci che sono obbligati sulla carrozzina?
E' una vera vergogna che in tempi in cui si parla così spesso di abolire le barriere architettoniche, non si riesca a far andare due ascensori!
Il gioco è sempre il solito: il rimbalzo della palla. Al Comune dicono che non spetta a loro ma al ministero dei Beni Culturali, fanno orecchie da mercante e al massimo ributtano la palla al Comune e talvolta si tira in ballo la Provincia e la Regione.
Fabio Remedia